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Sabato
29 e Domenica 30 Novembre 2003 ore 16:00 |
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Chiesa San Vincenzo - San Severino Lucano |
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GREGORIO
STROZZI
L’opera
di maggiore interesse nell’ambito della produzione di Strozzi è
“Capricci da sonare cembali et organi”, concepita nella tradizione
della cosiddetta scuola “cembalo-organistica” napoletana. Stampata in
partitura comprende 3 capricci veri e propri, 3 ricercate, 3 sonate, 4
toccate, 3 gagliardi, 1 madrigale diminuito, 8 correnti, 2 balletti, 1
ballo e 3 serie di var., vale a dire quasi tutti i generi di musica per
tastiera del tempo. Accanto alla sua appartenenza alla scuola napoletana,
sono presenti in Strozzi altri aspetti diversi: un gusto spiccato per
cromatismi, arditezze armoniche e dissonanze che convive con un senso
della scrittura dotta e severa; una certa inclinazione per l’originalità
che si denota nell’impiego di figurazioni e abbellimenti insoliti ed
estrose relazioni armoniche. Si può cogliere un nesso fra quest’opera e
quella dei suoi predecessori quali Frescobaldi e Trabaci, individuabile ,
ad es. nei capricci (concepiti come susseguirsi di var. contrappuntistiche,
secondo la forma Frescobaldiana), nelle ricerche che, con più temi
trattati contemporaneamente, riportano a Trabaci. All’es. unito di
entrambi si possono ricondurre le toccate, mentre le 3 sonate rivelano più
spiccatamente l’influenza di Frescobaldi, appartenendo al genere della
canzona – variazione con passaggi da una sezione all’altra in stile
recitativo e toccatistico. Queste affinità con opere antecedenti
giustificano molte perplessità che nascono dalla considerazione della
tardiva data di pubblicazione (1687) e rendono inclini a considerare
questi lavori composti nella prima metà del secolo e pubblicati con
sensibile ritardo. Interessante è, infine, la dicitura “ Passa Y
calla” (in spagnolo, “passa e taci”) posta all’inizio della Toccata
de Passacagli che conduce l’opera e che può essere presa in
considerazione per la dibattuta spiegazione del significato della parola
“passacaglia.” |
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